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4/13/2026 0 Commenti

CORRERE SENZA CIABATTE SUL BORDO SCIVOLOSO DELLA VITA: essere madre.


13 aprile 2026

Un giorno n.n di un mese aprile incerto, spaccato dal sole e da pensieri che non sento miei. Intorno a me l'inferno dei viventi: la piscina al coperto con scivoli d'acqua, vortici di genitori che sorridono con i piedi all'insù, l'acqua calda come il brodo Star, assiepamento di varie umanità che non conoscono il valore unico del tatuaggio ed un clima da foresta subtropicale. Sudo. Da ferma. Odio.
Sono superiore, io: leggo un saggio di Jung sulla fiaba e mi sento intellettuale. Indosso le ciabatte e mi ricordo che a bordo piscina non si corre. Mi sento assennata.

Le ciabatte in piscina hanno 3 scopi: non scivolare, indossare qualcosa di pulito che non sia stato su un fetido marciapiede, preservare le estremità da variegate infezioni fungine dai colori improbabili. Ve ne sono di molte fogge e colori: di ciabatte, dico. Alcune donne sfoggiano ciabatte col pelo, che devono poi asciugare con il phon negli spogliatoi. Ciabatte firmate, ciabatte spellate, ciabatte che sc-iabattano, ciabatte con la zeppa. Le mie sono blu, non un blu eccezionale ma a me piace il blu. Oneste, per essere delle ciabatte.

All'improvviso l'accadere dell'improbabile: lei, donna corpulenta sulla quarantina, con un seno che ha visto forse epoche meno pesanti, solleva lo sguardo verso la sdraio e il passeggino a fianco. Il passeggino è vuoto! Da lì passa credo meno di un millesimo di secondo: la quarantenne ha non solo percepito che nel passeggino manca la sua creatura, ma anche che il marito che sta di fianco al passeggino non si è accorto di niente e la bambina è scomparsa e quindi solo lei può fare qualcosa. E quel qualcosa è alzarsi dall'acqua, sollevando una marea di dolore e sgomento e correre verso il passeggino vuoto urlando. Non faccio in tempo a pensare: "Signora, le ciabatte!!!!" che la madre è già capottata a pancia in giù come una foca sul pack antartico, ha ribaltato un tavolino che stava di fianco, ha coinvolto nella rovinosa caduta 2 astanti e, dulcis in fundo, il cartello di metallo con scritto "NON CORRERE A BORDO PISCINA" le cade in testa con tutta l'asta di metallo.

Per un attimo tutto si ferma: la donna alza lo sguardo verso il marito, che è rimasto seduto sulla sdraio e le indica la bambina: sta sguazzando nell'acqua bassa, proprio accanto al punto dove sua madre stava prima di partire all'arrembaggio.
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La comicità della scena mi interroga subito e mi palesa come una potente rivelazione l'essenza dell'essere madri: questo gettarsi - incuranti delle ciabatte e dell'insidiosissimo bordo piscina- per salvare da chissacheccosa ciò che si è generato. Salvo poi cadere rovinosamente, rovinare curiosamente come tutte le madri fanno. Signora! Le ciabatte! Non si corre a bordo piscina! Le regole fondamentali, per essere madre.
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